martedì 6 gennaio 2015

Una figlia che non c'è

Dall'autunno 2002 alla primavera 2004 ho frequentato una ragazza cinese. A quel tempo avevo iniziato a studiarne la lingua, così, un po' affascinato dalla cultura e un po' affascinato più dettagliatamente dalla loro parte mistica ( astrologia, chiromanzia, i-ching, ... ). La conobbi in una scuola per la lingua cinese. Faceva l'insegnante. E la sera lavorava in un ristorante tipico. Il nostro non era amore : era più qualcosa vicino al godere sessuale. Comunque sia già dai primi tempi mi sentivo come sfruttato, come se lei volesse qualcosa da me. Io nel frattempo vivevo in una stanza in affitto nella chinatown della mia città, lavoravo saltuariamente ( campavo per lo più con i soldi di una casa venduta dopo la morte dei miei genitori ). A prima vista sembrava molto comprensiva : mi ascoltava. Un giorno mi sembro' particolarmente ingrassata. Mi disse che era incinta. Rimasi sbigottito. Io non ero pronto. Passarono i mesi. Un giorno mi chiamò. Stava per partorire. Mi chiese se volevo il figlio ( o la figlia ). Non sapevo cosa rispondere. Non ero proprio pronto. E poi ... l'amavo ? Mi dissi di no. Dissi di no anche a lei. Non la vidi più. Solo qualche anno più tardi la rividi con una bambina che mi guardava insistentemente. Credo proprio che fosse mia figlia. Feci finta di nulla. In seguito seppi che era una prostituta ed era in fatto usuale per lei fare figli. Con chiunque.

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