giovedì 22 ottobre 2015

La mia città : Prato

Sono nato a Prato, in Toscana, in una tarda mattinata di fine luglio, nel 1976. Mia madre era siciliana ma si era trasferita in questa città quando era molto piccola, da bambina. Come mio padre. Lui era di Barberino di Mugello. Sempre Toscana. Fin da bambino ho vissuto la mia città con giri in macchina la domenica mattina assieme a mio papà. A quel tempo Prato era molto tranquilla, traffico non ce n'era e si poteva viaggiare per ore senza alcun problema. Di extracomunitari neanche l'ombra ma c'erano molte persone del sud Italia, anche se vivevano in quartieri periferici e lì stavano. Il primo quartiere in cui ho vissuto era Chiesanuova. Un posto tranquillo dove la gente si frequentava solo dopo il lavoro, nel pomeriggio o la sera nei bar, per una partita a carte. Da quando ebbi sedici anni cominciai con l'andare in centro per conoscere un pò di ragazze. Il centro era ( ed è ) composto principalmente da quattro strade ( via Garibaldi, via Mazzoni, via Cairoli e via Pugliesi ) che formavano un quadrato. Il sabato era pieno di gioventù. Fu in quel periodo che le comunità cinesi vennero alla ribalta ma il centro non lo frequentavano, così come non lo facevano gli albanesi e gli africani e neanche quelli del sud Italia. A quel tempo non c'era alcun degrado in tutta la città. Fu così che passò provincia. Ho così frequentato Prato in tutta la sua magnificenza di media città. L'ho conosciuta bene come i suoi abitanti facendo lo strillone ma soprattutto il porta - pizze. A quel tempo sapevo vita, morte e miracoli della mia "piccolina" ( dopotutto assomigliava sempre a un paesino ). Ero orgoglioso, fiero, di essere pratese. Poi, c'è stato il distacco. Intorno ai ventisei anni ho smesso di frequentarla ed ho cominciato un pò a isolarmi. Ci sono tornato ultimamente e, mio dio !, com'è cambiata. Degrado, degrado e degrado. Il centro è in mano agli stranieri ( soprattutto gli africani e i pakistani ) sia le abitazioni che i negozi. Spacciatori e puttane coi loro magnaccia la fanno da padroni. Un paio di anni fa sono sceso alla stazione del Serraglio ( pieno centro ) e mi è venuto da sgambettare velocemente solo per le facce che vedevo. Le lamentele dei Pratesi sono all'ordine del giorno. Personalmente ho vissuto questo abbandono molto male. Ormai abito al confine con Campi e Capalle e a Prato ci vado raramente, se non per la posta ( sono un senza tetto ma ho la residenza proprio in centro ) o per fare particolari compere. Mi spiace per com'è. I sindaci mi paiono tutti uguali, quale che siano i loro partiti. Che altro aggiungere ? Spero si riprenda e che torni a noi Pratesi. Tutto qui.

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