mercoledì 27 aprile 2016

Il mio centro commerciale

Si trova nel comune di Campi Bisenzio, al confine con Capalle e si chiama i Gigli, in favore del giglio fiorentino. Ha quattro entrate : due sopra e due sotto. Di fronte c'è un grande parcheggio ma lo ha anche sopra, un pò più piccolo. C'è -al suo interno- un supermercato, il Panorama e molti negozi di ogni tipo, soprattutto per cibo e vestiti. Mi reco spesso lì. A volte è lì che scrivo, sia il mio blog che quant'altro abbia in mente. C'è stato un periodo della mia vita ( mi sembra di ricordare fosse la fine dell'inverno nel 2012 ) che mi sedevo fuori, all'entrata principale, su un enorme vaso che conteneva delle piante con grossi busti, e bevevo birra e mangiavo schiacciata. Era la mia colazione. Ore 9 in punto. È stato un bel periodo. Avevo ripreso a lavorare dopo essere stato in clinica psichiatrica. Beh, comunque, bel periodo è un modo di dire ; nel senso che dopo due anni senza lavoro avevo ricominciato ad avere due soldi in tasca. In questo periodo ci vado molto spesso. Passo dall'entrata destra (corte tonda) e mi ordinò un bel caffè al Bareostato. Mi siedo, sorseggio, mi rilasso, penso, poi esco a fumarmi una sigaretta. Ma non sono rare neanche le volte che mangio alla rosticceria del supermercato. Si mangia bene. Il fritto è il mio cibo preferito... con pane integrale. Altre volte mi potreste vedere al piano superiore a sedere su un comodo divano, su internet attraverso il mio cellulare. Oppure gironzolare su e giù per l'edificio. Non ne faccio cruccio : sto benone lì. E spero di continuare ad avere soldi in tasca (bastano pochi) per frequentarlo.

sabato 23 aprile 2016

Ispirazione o metodo ?

All'età di 21 anni lasciai il lavoro di addetto al lavaggio a secco di una fabbrica. Assieme ad un gruppo hip hop ( io ero il dj ) avevamo vinto la selezione dell'Arezzo Wave. Pensavo che se avessi avuto più tempo libero avrei avuto matematicamente più risultati, sarei migliorato. Non accadde. A quel tempo mi ero prefissato un metodo : due ore la mattina e tre o quattro il pomeriggio. Non funzionò. Non facevo passi avanti. Poi le idee cominciarono ad accavallarsi, si moltiplicavano : così cominciai sia a fare basi che cantare, oltre il tentare di scrivere. Troppo impasto. Feci qualcosa, certo, ma ... ; sì, mi ero dato un metodo ma esso non funzionò perché mancava di un qualcosa che a quel tempo ancora non credevo fosse davvero importante : l'Ispirazione. Non sono arrivato da nessuna parte. Oggi è diverso. Ho quarant'anni, mi conosco meglio e mi muovo -in tutto ciò che faccio- con l'Ispirazione, questa grandissima dea che mi dà linfa vitale ma lo fa saltuariamente, non giornalmente. Difatti non è detto che tutti i giorni abbia voglia di scrivere ed anche se lo faccio mi rendo conto che poco di quel che ho scritto è valido, poetico ( come piace a me ). L'Ispirazione la trovo nell'aria, in un posto, nel tempo che fa, dentro di me, dentro un sentimento, un emozione. A volta dura un attimo, a volte delle ore o anche dei giorni, ma non sempre è così. A volte la vado a cercare in giro, in un libro, in una canzone ma non c'è da confonderla con la motivazione ( cosa che paradossalmente cerco sempre di più di evitare perché è faticosa da sostenere ) perché quest'ultima richiede uno sforzo, mentre l'Ispirazione richiede ascolto, il lasciar andare i propri sensi. L'Ispirazione non ci chiede di raggiungere un obbiettivo ma ci aiuta a percorrere una buona parte di strada verso esso. L'Ispirazione non è un fine "per ..." ma un arrivo da cui partire.

mercoledì 20 aprile 2016

Il mio psicologo. Privato ...

Persona di bell'aspetto, con capelli quasi sulle spalle, barba folta e nera, occhi brillanti, vestito sempre casual, intelligente, non dà quasi mai consigli e quando li dà sono mirati, non invasivi, amichevole ma professionale, pulito e garbato. Questo è il mio psicologo. Pago 50€ a seduta ( di solito una al mese ) ma sono soldi spesi bene. L'ho conosciuto per telefono, era il primo delle pagine bianche della mia città e subito mi ha fatto un bell'effetto. Sono tre anni che ci vediamo e i suoi benefici mi sono stati di aiuto. Certo, ho una personalità borderline, un pò da schizoide, ho alti e bassi ma con lui ne ho avuti molti meno. Oggi, ad esempio, non scappo più dal lavoro ( anche se in realtà a volte penso che dovrei 😆 ). Sono più costante, anche se solo a lungo termine ( ad esempio smetto e ri-inizio la palestra ; prima smettevo e passavano anni prima che ri-iniziassi ). È grazie a lui che ho avuto la pensione d'invalidita, non agli assistenti sociali o lo psichiatra. Di sicuro dovrei vederlo più spesso ma i soldi dove li trovo ? Mi dovrei ammazzare di lavoro per pagarlo ? Sarebbe un controsenso. Lunedì scorso abbiamo parlato di un inserimento in una struttura o in una casa - famiglia, perché al lavoro non ce la faccio più. E di un probabile TSO ( trattamento sanitario obbligatorio, una pausa di 15 giorni all'ospedale ). Si vedrà. Comunque sia ho sconfitto il tabù che vede gli psicologi inutili. Detto questo, se la vita non vi sorride, lasciate che ve ne consigli uno. Provate. Poi mi direte.

martedì 19 aprile 2016

Perché Vitascintillante e perché scrivo

Quando ho iniziato a scrivere ero più volenteroso che entusiasta ma la voglia c'era. Volevo raccontare una vita fatta di viaggi che avrei dovuto fare - ed alcuni ne ho fatti - , di libri che leggevo, films che guardavo e di ciò che di spettacolare mi sarebbe potuto capitare giornalmente. Invece, piano piano, ha preso corpo il parlare col cuore di come mi sento spesso triste, una nota caratteriale che oramai mi contraddistingue. Iniziai a scrivere sempre più per lasciare libere le mie emozioni, togliendo l'importanza primaria a ciò che facevo ma documentando il mio modo di vivere sicuramente diverso dai più. E quindi lo si può dire : "Vitascintillante" suona strano per questo blog, dove di scintillante la gente si chiede ancora cos'abbia. Ma il nome non lo cambio. Mi suona come "mio", ci sono affezionato e comunque lo sento vibrare. E poi ci siete Voi, cari lettori... Siete pochi, lo so, ma credo di essere diventato un punto fermo per chi è triste nel profondo come me e sono convinto che Vi rincuora sapere che ancor oggi c'è chi scrive col cuore, senza mente razionale, scopi di marketing. Perché è per questo che io scrivo. È per il pulsare del cuore, non per passione (troppo enfasi si dà a questa emozione : passeggera, con alti e bassi, un turbinio che raramente dura nel tempo ). Anche per sfogo, lo ammetto. Cos' altro potrei fare se non lasciar uscire dalla mano, con una tastiera, un computer, una miriade di sentimenti ed emozioni pronti per l'ascolto di chi come me non ha ancora -e chissà se lo troverà- posto su questo pianeta dove ancora oggi bisogna apparire prima di essere ? Io scrivo senza rabbia ma con delusione. Scrivo senza cercare una qualche forma di giustizia ma per bisogno. Scrivo non perché "credo" ma perché Sono. E allora -aggiungo- scrivete anche Voi, esprimetevi. Fate si che l'ora di sentirsi appropriati a Voi stessi arrivi prima. Non lasciatevi abbattere dal fatto che forse risulterete "diversi". Fate ciò che Vi aggrada. La scrittura è un ottimo deterrente psicologico.

venerdì 8 aprile 2016

Vita

Vita. In realtà avrebbe dovuto chiamarsi Fiamma, nome suggeritomi da un conoscente che si divertiva a chiamarla come se già fosse lì con me, magari fischiando. Una cucciola di pastore tedesco di razza di appena tre mesi e mezzo che avrei dovuto prendere a fine aprile di quest'anno. Era stato un momento di ... follia ? un flash sulla vita di noi due ? Non so, ma è successo tutto in un attimo. La vita di due onnivori che avrebbe potuto unirsi per diverso tempo. Ma così non è stato. Il fatto è che io non amo i cani, preferisco i gatti. Certo, c'è di fatto l'eccezione per i pastori tedeschi ma .... quanto sarebbe potuto durare ? Io non ho casa e, d'accordo, il direttore del magazzino in cui faccio qualche ora mi aveva dato l'ok ma ... e poi ? Passavo tutte le ore non lavorative con lei ? Che dite ? Sono un egoista ? Forse. Io preferisco chiamarmi individualista. E poi, ce la vedete a dormire su un cassone di un camion, poi fuori all'aperto in estate, lì con me accanto con tutti i rumori che ci sono all'Interporto ? Io no. Ok, l'avrei addestrata e pulita, tenuta correttamente ma ... non so ... Credo di aver più bisogno di una ragazza, dolce e carina, affettuosa e inteligente che di un cane. Sono senza cuore ? Datemi una casa e la riempiro' di gatti !

giovedì 7 aprile 2016

Io sono maledetto

Questa storia -la mia storia- inizia quando ero molto piccolo. Non sono mai stato pieno di amici. Ne avevo sempre uno per volta ; era raro che uscissi con più persone, anche perché ero sempre in cerca dell'esclusività : del "migliore Amico". Comunque sia ricordo bene che amici o non amici erano pochi quelli che mi rispettavano. Proprio quelli che consideravo Amici mi mancavano di rispetto, non mi ascoltavano a dovere, cercavano sempre di umiliarmi in qualche modo. Ero lo sfigato, il maledetto, l'inferiore, il pazzo. Dentro di me cresceva sempre di più un sentimento controverso ma il peggio è che accettavo queste definizioni come una sorta di amicizia "molto importante", di un "intimità" che c'era solo fra di noi.... Ci ho messo molti anni (più di venti) a liberarmi di costoro e solo oggi ho capito che erano tutti assoggettati al sistema, un sistema meschino che schiaccia i propri simili per poterli schiavizzare meglio : perché io ci mettevo il cuore, loro la ragione. Da parte mia, invece, mi sono sentito sempre diverso, forse più importante, quasi speciale. Non sono mai stato un conformista ed anche se i miei genitori non mi hanno insegnato niente sulla vita, sono sempre andato in cerca di risposte alle domande più importanti. Comunque sia devo dire che, anche per la vita che conduco, mi sento maledetto. Maledetto per il fatto che sono sempre solo, non ho nessuno con cui possa confidarmi col cuore aperto, non ho una spalla su cui piangere al momento del bisogno, nessuno con cui festeggiare un semplice compleanno. Vivo oramai in solitudine, oggi su un cassone di un camion, con uno psicologo e con uno psichiatra che vedo raramente, guardando movies al cinema sognando e sperando una vita migliore (a quarant'anni !!), lavorando con gente che mi deprime e solo a volte riesce a farmi sorridere (ma non per tanto tempo !!). Si, mi sento maledetto, un vero sfigato con un budget di vita inferiore alla media. Come tirarmi su' ? È un domandone. E ancor oggi non ho La risposta.

mercoledì 6 aprile 2016

Toccata o fuga ?

Anch'io ho i miei segreti. Be', in realtà alcuni non sono proprio segreti segreti. Uno in particolare rispecchia NON un motivo per vivere ma fa comunque parte della vita ed è importante : il sesso. La mia confessione parte dal fatto che sono stato ben DIECI ANNI senza praticarlo con alcuna, dai 28 anni ai 38. I miei genitori erano dei veri cristiani, anche se non praticanti in senso stretto. Certo, mi hanno battezzato, fatto fare la cresima e la comunione ma poi hanno abbandonato la chiesa per dedicarsi comunque alla famiglia. Il loro credo era il lavoro e la famiglia. Io sono prevalentemente ateo anche se credo in una Forza Superiore : credo nel Destino. Detto questo, e' chiaro che loro mi hanno influenzato ma devo confessarvi che dopo dieci anni non ho retto e visto il mio stato di povertà (mai dimenticarlo) sono stato a prostitute. Cinque volte in due mesi. Lo dico con rammarico, con senso di cedimento perché in realtà non avrei voluto ma proprio non ce la facevo più. Io sono Umano. A me non è mai piaciuto quello che tratta la donna come oggetto ma ho dovuto confrontarmi con la realtà e l'ipocrisia della gente, per il semplice fatto che i poveri non li vuole nessuno. Ed io ne sono un esempio. Oggi sono passati due anni da quei giorni. Certo, mi tocco ma ... che male c'è ? Meglio pagare che toccarsi ? Io non sono d'accordo. La prostituta deve essere l'ultima spiaggia, la spiaggia della -perché no ?- disperazione, non la prima acqua con cui ci si bagna. Dite che forse avrei dovuto resistere ancor di più ? Be', io ci ho provato, ho fatto del mio meglio ma ... la fuga in avanti ha funzionato solo fino ad un certo punto. Ancor oggi non ho trovato una soluzione per l'avvenire se non incontrare la dolce metà con la quale -spero- essere destinato a vivere fino alla fine dei miei giorni. Nel frattempo, a volte, mi tocco ... C'è del male in questo ?

martedì 5 aprile 2016

Il potere di un Movie.

Anche oggi Cinema. Per la terza volta guarderò lo stesso movie, "Un Bacio", la storia di due ragazzi ed una ragazza adolescenti isolati dai loro coetanei, ognuno per motivi diversi. Dopo "Perfetti Sconosciuti" (visto una decina di volte) tocca a questo, estrapolarmi emozioni intense, sofferenti ma liete. Quando vedo un movie più volte è perché è riuscito a darmi qualcosa : a volte quello di cui ho piu bisogno, la Speranza. Guardandolo entro in un altro mondo, a contatto con me stesso. È importante la storia, certo, ma anche il grado di recitazione dei personaggi. Ed allora sono lì, seduto, con occhi sbarrati, aperti alle novità, alla seduzione di una fotografia e sceneggiatura originale, sorseggiando un pò d'acqua e sgranocchiandomi qualcosa come passatempo. E mi commuovo. Piango. Vengo trascinato da un filo conduttore che mi dirige verso un finale che spero sempre mi colpisca, mi svegli e mi addormenti allo stesso tempo : mi faccia riflettere su come è la vita e su come dovrebbe essere. Questo purtroppo non sempre accade ; non sempre ho la fortuna di trovare un film che mi scuota, mi stordisca ma che mi faccia anche svegliare dal torpore della vita quotidiana. Così quando lo trovo lascio tutto : lavoro, sport,... e corro al primo spettacolo, quello pomeridiano, dove siamo pochi in sala, dove anche prima di entrare si può godere della sala d'aspetto in tutta la sua pienezza... magari con un buon caffè. A volte immagino (ma forse come tutti) quale film sarebbe la mia vita se fosse un movie... Non lo dovrei dire ma se costretto direi triste ma speranzoso, malinconico ma a tratti mieloso, una commedia che sfocia sul drammatico. Sarei un attore dotato di molto cuore, un attore che cerca di non risaltare a priori sugli altri solo perché è il principale. Sono dotato di Rispetto, io.