lunedì 30 maggio 2016

Giorni sereni

Tutto è iniziato venerdì 20 Maggio in seguito alla solita visione flash. Mi sono domandato : "visto che oggi riscuoto un centinaio d'euro, perché non passare a zonzo un paio di giorni, magari andando a dormire in spiaggia a Viareggio ?". E così ho fatto. Sono partito il sabato, prima per Pistoia, città a pochi chilometri da Prato ma mai vista in vita mia (pare assurdo ma è così davvero) e nel pomeriggio mi sono diretto al mare. A Pistoia ho visitato il centro storico, mi sono bevuto un gottino di vino in un grazioso localino scavato nella roccia, ho visitato il Duomo, il reliquiario di S.Jacopo (dove è conservato un ossicino del cranio del Santo ...brrrr !! ), l'altare d'argento e .... mi sono confessato ! Il sacerdote -visto che non sapevo quali erano i miei peccati, a parte la non voglia di lavorare- mi ha suggerito d'incominciare ad andare a messa (mi sono un pò commosso, lo ammetto ma a messa ancora non ci sono stato...). Poi ho visitato con soli 5 euro il Palazzo Antico dei Vescovi, con una esaurientissima visita guidata. Ho scoperto così (ma già si sapeva) lo sfarzo in cui vivevano i vescovi secoli orsono (mi hanno impressionato soprattutto i vestiti ricamati d'oro ). Verso il tardo pomeriggio ho ripreso il treno, direzione mare. Così ho cenato con fritto di pesce misto, ho messo i piedi in acqua (ghiacciata) e sono andato a dormire presto. Sulla spiaggia. Per me era una prova per un futuro giro d'Italia e del Mondo, che prima o poi farò (lo VOGLIO fare). Beh, è così che da quei giorni mi sento meglio. Dicono che viaggiare aiuti a connettersi con sé stessi, ti apra gli occhi e le visuali per il mondo ma io aggiungerei che ti lascia anche la depressione cronica, il mal di vivere alle spalle. Sarà per questo motivo che , se riscuoto la pensione ( il "se" in Italia è d'obbligo), il primo giugno ripartiro' per nuove avventure.

mercoledì 18 maggio 2016

L'ozio, il padre dei vizi, è mio padre

Ozio. Solo la parola genera in me la voglia del riposo. Io sono ozioso, nauseato dal movimento veloce della vita. Ozio per ricaricare le batterie, le mie capacità cognitive ed intellettuali ; soprattutto quest'ultime. Non lavorando tutti i giorni, posso permettermi di contorcermi in un sacco a pelo, riflettendo a lungo su tutto ciò che voglio, che mi stimoli o no. Riguardo ai vizi, non saprei dire quanti ne ho : il vizio dello spendere poco nel cibo, nei vestiti, il vizio della poesia, dell'andare a letto con gli abiti del lavoro, delle poche docce, ... Ma non so se si possono chiamare vizi o necessità, visto che tutto parte dai pochi soldi che ho. Comunque, non reputo sia un male oziare ; dà qualcosa che il lavoro non dà : il libero pensiero. L'essere fuori dagli schemi comporta sicuramente una qualche rinuncia ma anche la capacità del pensare senza freni, senza limiti. Insomma, cerco di vivere oziando il più possibile, disdegnando obblighi e ingiunzioni, manovrando il tempo mettendolo dalla mia parte, in scenari futuristici a me più congeniali. Ed io non ci vedo niente di male, nel farlo. A chi vede il negativo in questo gli suggerisco di svegliarsi dal lungo sonno e torpore del vivere quotidiano, di staccarsi dal ginepraio di imposizioni da lui/lei accettate. È facile ? Si e no. Sarete controcorrente, un salmone che risale il fiume del cambio - vita, un animale notturno (fino a quel momento) in cerca di luce, una lepre non assuefatta dal tram tram quotidiano, in cerca di nuova avventure. Avrete le frasi "fatte" e i pensieri omologati contro ma vi posso assicurare che via via intrapenderete questo cammino vi sentirete meglio, più leggeri. Quindi, adesso, sta a voi decidere.

lunedì 9 maggio 2016

Qualche giorno fra amici

La settimana scorsa sono stato ospitato a casa dell'unica amica ( ma è Amica ? ) che ho. È una ragazza della mia stessa età, conosciuta nel '92 ma persa per una decina d'anni e ritrovata su facebook qualche mese fa. Le ho raccontato della mia situazione e lei si era proposta di ospitarmi in casa sua per un pò. Il problema è che lei abita un pò lontano da qua, così ho dovuto rinunciare alla sua offerta. Ma ultimamente scrivo, così mi sono autoinvitato per qualche giorno. Lei ha accettato. Abita in un casolare per metà ristrutturato (solo la metà in cui abitano lei e suo padre ). Si può dire che sia in campagna, visto che occorre fare quattrocento metri di sterrato prima di arrivarci. Suo padre abita al pian terreno, lei -col cane, un setter di nome Brik- al piano superiore. In casa non c'era quasi mai perché ha diversi impegni, a parte il lavoro, visto che lavora a settimane alterne per la crisi. Ho vissuto adagiatamente, tranquillamente, girando un pò in locali che a me non piacciono ( circoli ) con o senza cane. Il paese si chiama S.Andrea , ed è un posto tranquillo. Sono contento che io e lei non abbiamo litigato ( in passato lo facevamo ), ci siamo rispettati ed io ho potuto fare ciò che volevo sia fuori che dentro casa. Peccato che invece di scrivere abbia passato le giornate a bere caffè, vino e birra. Così con la scusa che mi dovevano arrivare dei libri ordinati un paio di giorni prima sono tornato nel mio territorio ; mi mancava un pò, il movimento che di solito faccio lì. E così ci siamo ritrovati a fare colazione con la voglia di ripetere l'esperienza.