venerdì 3 giugno 2016

Ancora tu

Sono al buio e sento dei passi. Nessuno bussa ma entra direttamente. Non si fa sentire, fa piano piano ; sembrerebbe non voglia disturbare ma lo fa .... oppure no ? È la mia compagna di sempre, fedele, costante, raramente mi lascia solo. Ha un nome : si chiama Tristezza. Appartiene al profondo del mio essere, più in profondità dell'emozioni del cuore, più in profondità dell'essenza dell'anima. È irraggiungibile, nell'abisso, e non posso che accoglierla. Siamo uniti nel percorso che il Destino ci ha concesso, mano nella mano, come due amanti segreti che non vogliono svelare il loro legame ad alcuno. Anch'io la amo, stranamente, e la desidero sopra ogni cosa. Mi fa entrare in contatto con l'umanità della vita, con il Bene delle cose, con gli altri esseri viventi, con il tutto. Piango ...e mi sento vivo. Mi stringo attorno a Lei in un abbraccio esclusivo. "Sei solo mia", sussurro. Da adolescente la rinnegavo, disegnando un futuro ricco di gioie tra le nuvole del pensiero ragionevole. La rifuggivo, scappando via -o almeno cercando di farlo-, pensando al male che mi avrebbe fatto. Oggi non più. Mi accorgo a stento di essere io, il primo a cercarla. La Amo, lo ammetto. Riesce a mettere a nudo, non i miei difetti ma i miei valori più intimi. Quando è Lei a venire da me ne ho un pò paura perché so dove vuole arrivare : alle lacrime. Per troppe volte, volte, ho pensato che arrivasse per la vita che vivo ma ormai mi sono accorto che invece basta una scena spirituale di un film, una passeggiata melanconica, un ricordo di un tempo passato, perché appaia. Così, oggi, dopo aver visto uno scambio di lettere fra amanti innamorati fra Marguerite e Julien (al cinema) sei riapparsa. Che pianti che ho fatto in tua compagnia ! Forse ancora non lo sai ma riesci a darmi Speranza nel futuro perché mi concedi i tuoi doni, tra cui il dono dell'essere ciò che realmente sono.

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