domenica 18 settembre 2016

Disturbo bipolare o depressione cronica ?

Il mio psicologo mi ha diagnosticato il disturbo bipolare. Che cos'è ? È l'alternanza di momenti depressivi profondi ( che nel mio caso durano dai sette ai nove mesi l'anno ) a momenti di massima ... come definirla ? gioia ? contentezza ? euforia ? Beh', insomma, ci siamo capiti. È quando ci si sente al settimo cielo per un arco di tempo lungo ( mai troppo nel mio caso 😊 ), dove tutto pare possibile, anche l'impossibile e ci si dà un gran da fare in tutto ciò che si fa. Sono momenti bellissimi, credetemi. In questi momenti si può iniziare una dieta e portarla a termine tranquillamente, si può trovare lavoro ed entrare nelle grazie del boss, si può gustarsi un semplice caffè come se fosse la sostanza più buona del mondo e si riesce a trovare nelle nostre capacità mentali risorse di cui eravamo all'oscuro ; senza contare che la nostra capacità di rilassamento, tranquillità e spensieratezza saliranno alle stelle ! Bello, vero ? Peccato che durante l'annata saranno di più i giorni di depressione, che vi sembrerà addirittura cronica. Eh, già, perché funziona così, purtroppo 😕 . E sarà in quei momenti che - non esagero - potrete tranquillamente pensare al suicidio come ultima risorsa di salvezza da quest'inferno chiamata Vita. Ciò che potrebbe piacervi è che molti, ma davvero molti, artisti, soffrono di questo disturbo. Ma adesso lasciatemi spiegare come ci si sente in dettaglio. Innanzitutto, per quanto mi riguarda, sento di avere - e di vederlo, addirittura - una sorta di buco nero che gira vorticosamente dentro me, fra l'alta pancia ed il basso petto. Esso - per come lo vedo io - ha sfumature di blu violaceo al suo interno, che girano, girano, ingoiando la mia linfa vitale, oggi dolcemente, pian piano, domani sempre più forte e velocemente. Quando la senti, ce l'hai, puoi fare ben poco perché ti risucchia al suo interno a diverse velocità, a seconda del momento. In questo periodo, ad esempio, nel mio caso, se dovessi dargli una percentuale, direi che è al 10 - 20 % di forza. Il vero problema nasce quando è ai livelli massimi ; in quei periodi ( lunghi ) non si è capaci di fare proprio nulla, ma davvero nulla ! Ogni piccola azione, faccenda quotidiana, iniziativa che abbiamo , non riusciamo a portarla a termine, se non con grande fatica e molteplici sforzi, percependo dentro voi una stanchezza che arriverà fino alle ossa. La tristezza - ma parlo di tristezza vera, quella profonda - la farà da padrona. Il vostro volto sarà una maschera di malinconia, nostalgia dei tempi andati, di presente e costante depressione. Sarà molto difficile tirarsi su. E non ci sarà niente da fare : solo ASPETTARE. Quello però che oggi mi domando è se il mio caso non sia più da depressione cronica, visto che oggi, essendo un pò più maturo, ricordo di averne sempre sofferto : ormai sono sicuro di averlo nel DNA. Dico questo perché passo la maggior parte dell'anno con gli effetti negativi del mio disturbo, sdraiato a terra e mangiando a più non posso, per poi rimettermi in forma quando sto meglio. Una cosa però la voglio dire : da quando lavoro meno ( poco o nulla ) mi sento abbastanza pieno di forze. Ad esempio , sì, è vero, oggi la sento di nuovo arrivare ma fortunatamente non ai massimi livelli della scorsa primavera. Che sia davvero per il lavoro ? Io dico di sì. Ma per poterne avere la certezza, occorre solo aspettare.

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